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Export Marche primo trimestre 2019: superata quota 3 miliardi (+5,8%)



Sabatini: “Bene la nautica pesarese, ma crescita a macchia di leopardo”

“Le Marche crescono più della media italiana, ma a macchia di leopardo: i dati ci devono spingere a fare più e meglio”. Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, commentando i dati dell’export regionale relativi al primo trimestre, che certificano un incremento del 5,8%, scavalcando quota 3 miliardi (3,047 mld.), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Possiamo essere ampiamente soddisfatti dei risultati in valore assoluto – ha aggiunto -, conseguenza di una crescita esponenziale della nautica pesarese, senza la quale saremmo in una situazione di sostanziale equilibrio rispetto al primo trimestre 2018”.

“I fatturati esteri appena aggiornati – ha proseguito Sabatini – ci inducono a due considerazioni: innanzitutto, servono nuovi canali per sostenere le imprese marchigiane all’estero, in particolare a beneficio delle medie e piccole aziende; significa che con ancora più convinzione dobbiamo lavorare di squadra, camera di commercio, Regione Marche, associazioni di categoria, università e centri di alta formazione perché il mercato ha fame di eccellenze e di imprese che riescono a garantirla. Inoltre, dobbiamo uscire come regione da un isolamento infrastrutturale, materiale e immateriale, che non ci fa arrivare velocemente dove serve e, se questo accade, a costi improponibili se si vuole essere competitivi”.
I dati dell’export del periodo gennaio-marzo 2019 premiano la provincia di Pesaro-Urbino: 827,3 milioni di fatturato (erano 610 mln. nel primo trimestre 2018), con un incremento del 35,6%. A pesare sono gli ordinativi della nautica sostanzialmente verso Cipro (175,7 mln. nel periodo) e Stati Uniti (1,2 mln.), paesi che nello stesso trimestre dell’anno scorso valevano ‘zero euro’. “La ripresa della nautica è la più bella notizia di questa prima parte dell’anno – ha sottolineato Sabatini -: si tratta di un comparto simbolo della nostra industria del mondo, che si sta riprendendo da una crisi profonda, grazie a imprenditori che hanno scelto di investire nei cantieri, nelle tecnologie, nella manodopera specializzata, costruendo così una nuova solidità”.
Chiude il trimestre con un segno positivo anche Macerata (a 422,2 mln. e +2,2%), mentre è negativo il bilancio per Ancona (933 mln., che si conferma la provincia marchigiana con la maggior vocazione all’estero, e -1,4%), Ascoli Piceno (a 564,1 mln. e -3%) e Fermo (a 300,2 mln. e -8,6%).
Il settore che ha prodotto più fatturato all’estero è la moda (prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori) con 627,8 mln (-5,5%), con le calzature che passano da 407,4 mln. a 384,2 mln. (-5,7%), seguito dalla meccanica (a quota 437,6 mln. e +0,5%), dal farmaceutico (354,4 mln. e -0,6%), dal mobile (117 mln. e -3,2%) e dall’agroalimentare (90,4 mln. e + 13,1%).
Quanto ai principali mercati di sbocco, la Germania resta il primo cliente per fatturato a 307,7 mln. (-9,1%) e precede Francia (294,2 mln. e + 2,3%) e Belgio (258,4 mln. e +16,8%). Da segnalare ancora una frenata sia sul mercato russo, che nel primo trimestre di quest’anno vale 80,1 mln. con una perdita del 17,6%, sia su quello cinese a 62,6 mln. (-13%).

Autore: Silvia Veroli

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