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Camera di Commercio di Ancona


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RIFORMA DELLE CAMERE DI COMMERCIO: LA POSIZIONE DEFINITIVA DI ANCONA SUPPORTATA DALLA REGIONE MARCHE

ANCORA UNA VOLTA L'UNIONE FA LA FORZA

Non è più così lontano il termine, l'8 giugno 2017, entro il quale l'Unioncamere nazionale è tenuta a predisporre i piani di accorpamento delle attuali 105 Camere di Commercio italiane come previsto dalla riforma del sistema camerale contenuta nel D.Lgs.219/2016 ; entro il mese di agosto sarà poi il Ministero dello Sviluppo Economico, sentite le Regioni, ad approvare la riorganizzazione dell’intero sistema. Per questo la Camera di Commercio di Ancona, che pure dal 2014 ribadisce con molta chiarezza la propria posizione verso la costituzione di un unico ente regionale camerale, ha ritenuto opportuno riconvocare l’organo di indirizzo politico (il Consiglio) per esprimere una posizione definitiva da trasmettere agli enti competenti a provvedere al definitivo riassetto. Alla seduta odierna del Consiglio camerale ha preso parte l'Assessora regionale alle Attività Produttive Manuela Bora invitata per discutere sui temi di possibile collaborazione con la Regione e su progetti pluriennali in considerazione del suo importante ruolo di coordinatrice della Commissione Attività Produttive della Conferenza delle Regioni.

Pertanto oggi è stato ribadita con forza e all'unanimità l’ipotesi di un'unica Camera di Commercio regionale come soluzione organizzativa più adatta alla nostra regione poiché presenta una serie di vantaggi importanti quali la creazione di un centro decisionale forte ed autorevole, con una visione strategica più ampia pur nel rispetto delle specificità dei territori, la diffusione, su tutto il territorio regionale, di servizi specialistici erogati nel rispetto di standard di qualità comuni, l’acquisizione di deleghe da parte della Regione Marche su temi di prioritaria importanza per il sistema imprenditoriale regionale in coerenza con le nuove funzioni previste nella legge di riforma, la possibilità di acquisire maggiori risorse derivanti da accordi con altri enti e organismi nazionali ed internazionali da destinare al sostegno del tessuto imprenditoriale, la razionalizzazione complessiva dei costi con conseguente incremento delle risorse per il sostegno del tessuto imprenditoriale.
L'Assessora Manuela Bora ha sottolineato come la Camera unica marchigiana, dove andrebbero a confluire cinque realtà preesistenti, costituirebbe una best practice nazionale ed un progetto pilota molto interessante (in Italia non vi sono ancora altri esempi del genere, se non nei casi di realtà più piccole della nostra, dove la Camera Unica è la risultante dell'unione di due sole Camere di Commercio n.d.r. ) e che varrebbe al nostro ente unico l'attenzione delle istituzioni centrali, Ministero e Unioncamere.


"Rimane prioritaria" - spiega il Presidente Cataldi - " la necessità di adottare un modello organizzativo che assicuri comunque il mantenimento dei presidi e delle specializzazioni nei territori di competenza, con adeguate forme di rappresentanza "

" Ora chiediamo alla Regione un impegno formale e concreto che individui le Camere di commercio come interlocutore pubblico strategico sulle tematiche prioritarie concernenti lo sviluppo e la competitività del sistema economico regionale, in coerenza con quanto la riforma ci chiede "

Per questo la Camera di Commercio chiede all'ente regionale deleghe per funzioni rispetto alle quali può dare un forte contributo per lo sviluppo dle territorio alla luce del patrimonio di esperienze, dati, professionalità di cui dispone: promozione del turismo, valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico, internazionalizzazione, supporto al placement ed all’orientamento al lavoro ed alle professioni, alternanza scuola-lavoro, digitalizzazione delle imprese, Registro Imprese e SUAP, qualificazione aziendale e dei prodotti, sviluppo della Macro Regione Adriatico Jonica.

Il Consiglio camerale si è espresso oggi anche a favore dell’accorpamento delle aziende speciali a livello regionale quale dimensione minima per svolgere in maniera adeguata e funzionale i compiti di internazionalizzazione e le altre funzioni attribuibili in coerenza con quanto previsto dalla riforma.

 


LO SCENARIO DELLA CAMERA UNICA

LA GOVERNANCE

Gli organi della Camera Unica sarebbero composti da 25 consiglieri e 8 componenti di Giunta, oltre il presidente. Ma un'adeguata rappresentatività territoriale potrebbe essere assicurata da organismi di indirizzo territoriale, a cui attribuire funzioni propositive su programmazione, bilanci, accordi con enti ed istituzioni locali, Università e mondo della scuola, come canale privilegiato di dialogo e confronto con i territori, a cui, in sede di predisposizione della Relazione Previsionale e Programmatica e del Preventivo Economico, potrebbero essere assegnate risorse per la realizzazione di interventi di sostegno economico finalizzato all’area ed ai distretti di riferimento.

LA SEDE
Il modello organizzativo regionale potrebbe prevedere una sede legale nel capoluogo di regione e sedi distaccate nei capoluoghi di ogni provincia, nonché eventualmente una sede territoriale a servizio della fascia montana

I SERVIZI
Se da una parte l’accorpamento a livello regionale determinerebbe un bacino di utenza più ampio e significativo in termini di massa critica di imprese, consentendo di accrescere le economie di scala e migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi, dall’altra si otterrebbe una diffusione su tutto il territorio regionale di competenze e servizi specializzati, erogati secondo standard di qualità comuni e format di successo replicabili, pur rispettando i punti di forza e le specificità dei singoli territori (colmando in tal modo le disparità oggi esistenti)

I COSTI
La Camera unica appare la soluzione in grado di assicurare la maggiore razionalizzazione dei costi, comprimendo in particolare gli oneri di funzionamento (prestazioni di servizi, manutenzioni ordinarie, quote associative, etc.) in misura significativa; inoltre verrebbero centralizzati gli acquisti di beni e servizi, nonchè omogeneizzati e rafforzati quei complessi ed essenziali sistemi di gestione obbligatori nella P.A. (Ciclo di gestione della performance, Anticorruzione e Trasparenza, Codice dell’Amministrazione Digitale).
Da un punto di vista economico, rispetto a due Camere di Commercio, la Camera unica regionale si configurerebbe anche per una maggiore solidità patrimoniale e finanziaria, riuscendo a fronteggiare efficacemente alcune criticità evidenziate anche dai dati contabili

IL "PESO"

Una Camera unica così concepita, che andrebbe a rappresentare oltre 207.000 imprese, porrebbe la realtà marchigiana al quinto posto in Italia per consistenza del tessuto economico, dopo Milano, Roma, Torino e Napoli.

 

Data di pubblicazione: 15/03/2017

Data di aggiornamento: 15/03/2017

Autore: Silvia Veroli

 

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