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La procedura di deposito del Brevetto Internazionale (PCT)



Il sistema PCT (Patent Cooperation Treaty) è nato con la Convenzione di Washington del 1970, alla quale partecipano attualmente 100 Stati e, tra questi, i più avanzati dal punto di vista industriale, quali gli Usa, gli Stati comunitari, il Canada, l'Australia.

Il Trattato, gestito dall'OMPI (Organizzazione Mondiale della proprietà Intellettuale), agenzia dell'Onu con sede a Ginevra, facilita l'ottenimento di una protezione per le proprie invenzioni in un numero molto elevato di Paesi (teoricamente in tutti quelli che aderiscono alla Convenzione). Un'unica domanda internazionale ha gli stessi effetti di una domanda nazionale per gli Stati designati.

Il PCT non elimina, comunque, la necessità di continuare singolarmente la procedura per il rilascio in ogni Stato (o Organizzazione regionale) designato, però ne facilita il proseguimento.


L'esame formale, la ricerca documentale internazionale e, facoltativamente, l'esame internazionale preliminare, sono effettuati una volta sola per tutti i Paesi durante la fase internazionale della procedura.
Il rilascio del brevetto resta però di esclusiva competenza dell'Ufficio nazionale (o regionale) designato. L'inizio della "fase nazionale" è di norma differito sino al 30° mese dalla data di primo deposito o di priorità; questo differimento è un apprezzabile vantaggio per valutare, con maggiori elementi di giudizio, la convenienza a continuare la procedura.

La procedura di deposito e registrazione

Le domande PCT depositate in Italia o da residenti in Italia devono essere redatte in una delle tre lingue ufficiali dell'OEB (francese, inglese o tedesco)
Le domande possono essere presentate a:

  • Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, via Molise, 19 - 00187 Roma (anche tramite il servizio postale)
  • OMPI - Boite PCT 34, chemin des Colombettes CH - 1211 Genève 20
  • Ufficio Europeo dei Brevetti (come Ufficio ricevente PCT, sia alla sede de L’Aia che a quella di Monaco di Baviera)

Ogni domanda internazionale di brevetto è oggetto di una "ricerca internazionale" svolta da un'amministrazione incaricata (scelta fra gli Uffici brevetti particolarmente competenti). Per le domande depositate in Italia o da residenti in Italia, soltanto l'Ufficio Europeo dei brevetti è incaricato della ricerca internazionale. Il risultato della ricerca è presentato in un "rapporto di ricerca internazionale" messo a disposizione del richiedente entro 5 mesi dal deposito della domanda PCT (10 mesi nel caso in cui non venga rivendicata alcuna priorità). In esso si cita lo stato della tecnica che più si avvicina al contenuto delle rivendicazioni della domanda; ciò permette di valutare attentamente la possibilità di vedersi rilasciare un brevetto nei Paesi designati. Si può successivamente decidere di proseguire con la procedura (anche modificando le rivendicazioni) oppure di ritirare la domanda prima che questa venga pubblicata (18 mesi dalla priorità più antica).

Il sistema PCT offre, inoltre, la possibilità di effettuare (entro 19 mesi dalla data di priorità) un "esame preliminare internazionale" che, basandosi sul rapporto di ricerca, esprime un parere, non vincolante per l'Ufficio nazionale (o regionale) che rilascerà il brevetto, sulla brevettabilità dell'oggetto delle rivendicazioni.

Per avere informazioni sempre aggiornate sulle modalità di presentazione delle domande, sul pagamento delle tasse e sulle procedure d'esame della domanda, è opportuno collegarsi al sito WIPO.

Autore: admin

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